La fragilità della perfezione

Non c’è nulla di più fragile della perfezione. Nulla che si consumi più in fretta. La perfezione, quando compare, sembra splendida, luminosa, promettente. Ma dura poco. Proprio perché non ha corpo.La realtà, invece, è determinata. Le cose occupano spazio. Un tavolo è lungo quanto è lungo, largo quanto è largo. Non può espandersi all’infinito. I… Continua a leggere La fragilità della perfezione

Il disagio del salutare

C’è un vecchio proverbio che dice che partire è un poco morire. In alcune stagioni della vita, per alcune persone, partire non è stato “un poco”. È stato morire del tutto. Non per modo di dire. Se torniamo all’origine delle parole, salus non significa solo salute o saluto, ma anche salvezza, sopravvivenza fisica. Restare vivi.Questa ambiguità è… Continua a leggere Il disagio del salutare

Ricordare, essere ricordati

Ricordare ed essere ricordati non sono la stessa cosa, ma stanno molto vicini. Forse troppo perché ce ne accorgiamo subito. Eppure, a pensarci bene, essere ricordati è una delle precondizioni per essere riconosciuti.Succede a volte, per strada. Incontri un vecchio compagno di liceo. All’inizio c’è un momento di incertezza. Lo guardi e pensi: siamo cambiati… Continua a leggere Ricordare, essere ricordati

Un finale possibile

Ogni tanto, nel lavoro e fuori dal lavoro, mi capita di incontrare persone che portano addosso una mancanza difficile da nominare. Non una ferita evidente, non un trauma spettacolare. Piuttosto l’assenza di quella che potremmo chiamare una “certificazione di qualità”. Qualcosa che non è arrivato in tempo. Uno sguardo, una conferma, un riconoscimento che avrebbe… Continua a leggere Un finale possibile