Quando la differenza conta

Nelle separazioni conflittuali, soprattutto quando ci sono bambini piccoli, c’è un punto che torna sempre. È delicato, scivoloso e spesso fa infuriare i padri (e ha pure un senso): fare la differenza tra madre e padre, in certe fasi precoci della vita, non è un’ingiustizia. È un dato di realtà.A un certo livello, quando i… Continua a leggere Quando la differenza conta

Contrassegnato da tag

Quando il fare prende il posto del pensare

Il verbo fare, in certi momenti, va preso alla lettera. È un verbo muscolare, il tentativo, spesso disperato, di attenuare il sentire usando il corpo, muoversi per non sentire, fare qualcosa per zittire la paura, l’angoscia, il fiato corto.A dire il vero, non è nemmeno un’idea del tutto sbagliata. L’ansia, per sua natura, spinge al movimento.… Continua a leggere Quando il fare prende il posto del pensare

Contrassegnato da tag

I sogni sono come farfalle

I sogni sono un po’ furbetti. Scappano facilmente. È come se dicessero: se mi vuoi davvero prendere, se vuoi seguirmi in lungo e in largo in questo film che ti ho proiettato nel sonno, allora devi fare la tua parte di fatica. Non basta guardare. Bisogna inseguire.Quella fatica ha un nome antico: associazioni libere. Libere,… Continua a leggere I sogni sono come farfalle

Contrassegnato da tag

Quando l’amore chiede pensiero

Mi prendo qualche riga per una precisazione che, a forza di essere data per scontata, rischia di perdersi.L’amore non può essere spensierato, almeno non nel senso profondo del termine. L’amore è pensoso, non cupo, non angosciato. Pensoso. Cioè abitato dal pensiero, dalla responsabilità, dalla domanda sull’altro e su di sé.La spensieratezza ha un suo posto… Continua a leggere Quando l’amore chiede pensiero

Contrassegnato da tag

L’angoscia dell’imprevisto

Perché l’imprevisto può diventare angosciante? La domanda è buona, e merita di essere presa sul serio. L’imprevisto ha due facce: quando è positivo, è una sorpresa che apre alla meraviglia, perfino alla felicità; quando è negativo, invece, diventa una brutta sorpresa, ci coglie impreparati e, quando è così, l’angoscia trova terreno fertile.Dal punto di vista… Continua a leggere L’angoscia dell’imprevisto

Contrassegnato da tag

Sonno, morte e il lavoro della notte

Nell’inconscio, sonno e morte sono spesso parenti stretti. Non gemelli, ma cugini che si assomigliano abbastanza da potersi confondere. La clinica lo mostra spesso, la letteratura lo aveva già capito da tempo.William Shakespeare lo dice con una precisione che, ancora oggi, lascia senza parole: nell’Amleto, come lo ricordo io, quel celebre passaggio mette in scena… Continua a leggere Sonno, morte e il lavoro della notte

Contrassegnato da tag

Imparare a litigare

A volte mi sorprendo a sorridere davanti all’ingenuità di chi pensa di essere furbo. Come se bastasse avere ragione per uscire indenni da una lite, come se il conto non arrivasse comunque, puntuale, sotto forma di stanchezza, irritazione, giornate rovinate.La verità è che il tempo emotivo è fragile e nessuno ce lo restituisce. Neppure Dio,… Continua a leggere Imparare a litigare

Contrassegnato da tag

Tra bisogno e desiderio

Una non banale differenza “Ho bisogno di te, amore mio.”È una frase che suona bene, ma al tempo stesso va chiarita. Dentro di essa, infatti, può starci molto, oppure tutt’altro.Se ho bisogno di te nel senso che, quando ci sei, il mondo si accende, le cose prendono colore, la vita diventa più abitabile, allora siamo… Continua a leggere Tra bisogno e desiderio

Contrassegnato da tag

Quel paziente è un borderline!

La diagnosi che dice il nostro limite C’è una diagnosi che, ogni tanto, mi fa insieme sorridere e irritare. Una di quelle parole passepartout che sembrano spiegare tutto e invece spiegano pochissimo: borderline.“Quel paziente è un borderline”, si sente dire. Ma detta così è uno strafalcione, perché una diagnosi, se è tale, non è un’etichetta… Continua a leggere Quel paziente è un borderline!

Contrassegnato da tag

Quando l’angoscia si traveste da arroganza

C’è un paradosso che torna spesso nella clinica e che, a prima vista, sembra un controsenso: l’angoscia può rendere arroganti. Detto così suona strano: per il senso comune l’angoscia dovrebbe rendere timidi, esitanti, ritirati. E invece no, perché l’inconscio ama gli opposti.Quando qualcuno ha paura di non avere la parola, spesso se la prende. Lo… Continua a leggere Quando l’angoscia si traveste da arroganza

Contrassegnato da tag