“Perché affezionarsi, dottore, tanto prima o poi tutti se ne vanno.” Me lo dice Tizio con un tono che non è polemico, è stanco. Di solito rispondo con una battuta, non per schivare il tema ma per scaldarlo un poco. “Perché allora non restare chiusi in casa, visto che fuori c’è sempre il rischio di… Continua a leggere “Respiranza”
Sul silenzio, l’attesa e le false promesse della connessione
Chi fa il mio mestiere, prima o poi, è costretto a imparare una distinzione che non è tecnica, ma etica. Essere disponibili non significa essere onnipotenti. E nemmeno onniscienti. La disponibilità, quella vera, ha un luogo preciso. Si chiama stanza delle parole. È lì che accade la comunicazione che conta. Non solo quella che riguarda… Continua a leggere Sul silenzio, l’attesa e le false promesse della connessione
La libertà di non essere bravi
La cosiddetta regola fondamentale della psicoanalisi è, a mio avviso, una trovata geniale. Geniale perché al paziente non viene chiesto di essere bravo. Non gli viene chiesto di impegnarsi nel senso abituale del termine, né di dimostrare qualcosa, né di arrivare da qualche parte. Gli viene chiesto altro. O meglio, gli viene concesso qualcosa. L’invito è questo:… Continua a leggere La libertà di non essere bravi
“La storia infinita” di ciascuno
“Le passioni umane sono una cosa molto misteriosa e per i bambini le cose non stanno diversamente che per i grandi. Coloro che ne vengono colpiti non le sanno spiegare, e coloro che non hanno mai provato nulla di simile non le possono comprendere. Ci sono persone che mettono in gioco la loro esistenza per… Continua a leggere “La storia infinita” di ciascuno
“Ho fatto un brutto sogno papà!”
I bambini, quando fanno un brutto sogno, raramente hanno voglia di raccontarlo. Preferiscono voltarsi dall’altra parte, stringere gli occhi, dimenticare in fretta. È comprensibile. Non sanno ancora che il modo migliore per liberarsi di un incubo è proprio quello che più temono: raccontarlo.Raccontarlo a qualcuno che non si spaventa, a un padre, a una madre… Continua a leggere “Ho fatto un brutto sogno papà!”
Il giusto peso
“Attenzione a non pretenderne troppa, di ragione.”È una frase che mi sento di ripetere, ogni tanto, quasi come un promemoria per me e per chi mi sta davanti.Mi spiego: non tutte le emozioni hanno lo stesso peso. Alcune sono leggere: la gioia, l’allegria, perfino l’entusiasmo. Sono profonde, certo, ma leggere e stanno su come una… Continua a leggere Il giusto peso
“E vissero felici e contenti”
A volte mi capita di dire al paziente, con una voce che cerco di tenere insieme soffice e ferma:“Di solito, quando succede questo, c’è dietro una storia che…”.Quel di solito non è una scorciatoia, ma un gesto di mestiere. Chi fa medicina lo sa bene: se uno cade male e non riesce più a camminare, di solito c’è una… Continua a leggere “E vissero felici e contenti”
Essere pensati, senza smarrirsi: il confine sottile tra riconoscimento e dipendenza
“So di esistereperché tu mi immagini.Sono alto perché tu mi pensialto, e sincero perché mi guardicon occhi buoni,con sguardo sincero.Il tuo pensiero mi rendeintelligente e nella tua semplicetenerezza anch’io sono semplicee generoso.Se tu però mi dimenticassiio morirei e nessunose ne accorgerebbe. Vedranno la mia carnevivere, ma sarà un altro uomomediocre, goffo, malvagio - ad abitarla…”… Continua a leggere Essere pensati, senza smarrirsi: il confine sottile tra riconoscimento e dipendenza
Fragilità e suoi affluenti
“Io non sono all’altezza.”Quando questa frase prende casa dentro una persona, giovane o adulta che sia, non arriva mai da sola. Porta con sé una costellazione di parenti stretti: fragilità, insicurezza, timore di sbagliare, paura di non reggere lo sguardo dell’altro. È una frase che non fa rumore, ma lavora in profondità, scava e dove… Continua a leggere Fragilità e suoi affluenti
Capire non assolve: sulla catena delle generazioni
Quando entra in gioco la coazione a ripetere intergenerazionale, le cose smettono di essere semplici. Non perché diventino oscure, ma perché diventano stratificate. A un certo punto non stiamo più guardando solo la storia di un paziente, ma anche quella dei suoi genitori e, andando ancora indietro, la storia dei genitori dei genitori. Una linea… Continua a leggere Capire non assolve: sulla catena delle generazioni