C’è un vecchio proverbio che dice che partire è un poco morire. In alcune stagioni della vita, per alcune persone, partire non è stato “un poco”. È stato morire del tutto e non per modo di dire. Se torniamo all’origine delle parole, salus non significa solo salute o saluto, ma anche salvezza, sopravvivenza fisica. Restare vivi.Questa ambiguità… Continua a leggere Il disagio del salutare
Ricordare, essere ricordati
Ricordare ed essere ricordati non sono la stessa cosa, ma stanno molto vicini. Forse troppo perché ce ne accorgiamo subito. Eppure, a pensarci bene, essere ricordati è una delle precondizioni per essere riconosciuti.Succede a volte, per strada: incontri un vecchio compagno di liceo. All’inizio c’è un momento di incertezza, lo guardi e pensi: siamo cambiati… Continua a leggere Ricordare, essere ricordati
Un finale possibile
Ogni tanto, nel lavoro e fuori dal lavoro, mi capita di incontrare persone che portano addosso una mancanza difficile da nominare. Non una ferita evidente, non un trauma spettacolare, piuttosto l’assenza di quella che potremmo chiamare una “certificazione di qualità”. Un qualcosa che non è arrivato in tempo, come uno sguardo, una conferma, un riconoscimento… Continua a leggere Un finale possibile
Il senso del definire
C’è una distinzione che nel lavoro clinico imparo a rifare ogni volta, anche quando penso di averla già chiara. È la distinzione tra ciò che va definito e ciò che, invece, si sottrae alla definizione senza chiedere permesso.A meritare di essere definito è il male, inteso come la malattia, la sofferenza, il sintomo. Definire, in… Continua a leggere Il senso del definire
Una camminata nel tempo
Il tempo scorre, il tempo corre.E io, in questo passaggio incessante, che cosa ho saputo davvero trattenere?Non i giorni uguali, né le ore distratte, ma forse certi istanti brevi e luminosi: uno sguardo che ha fatto casa, una parola arrivata al momento giusto, il silenzio condiviso senza bisogno di spiegarsi. Ho trattenuto ciò che mi… Continua a leggere Una camminata nel tempo
Una meditazione sul fare psicoanalisi
La curiosità come posizione clinica Fare psicoanalisi è stata, ed è ancora, una piccola rivoluzione silenziosa nel modo in cui gli esseri umani pensano e parlano di sé. Non lo dico per enfasi teorica, ma perché lo vedo accadere ogni giorno, nello spazio ristretto e concreto dello studio, tra una sedia, un lettino e una… Continua a leggere Una meditazione sul fare psicoanalisi
Un pensiero sul quadro che fa da sfondo al mio blog
Nel mio sguardo, qui Hopper non dipinge una scena, ma dispone una condizione psichica.Il mare occupa quasi tutto lo spazio del dipinto, disteso e silenzioso, più come una vastità che trattiene che come una forza che minaccia, e la barca, con la vela tesa e fragile insieme, sembra avanzare con cautela, affidandosi a un equilibrio… Continua a leggere Un pensiero sul quadro che fa da sfondo al mio blog
“Le città invisibili”
"L'atlante del Gran Can contiene anche le carte delle terre promesse visitate nel pensiero ma non ancora scoperte o fondate: la Nuova Atlantide, Utopia, la Città del Sole, Oceania, Tamoé, Armonia, New-Lanark, Icaria. Chiese a Marco Kublai: - Tu che esplori intorno e vedi i segni, saprai dirmi verso quale di questi futuri ci spingono… Continua a leggere “Le città invisibili”
Sorpresa!
"Lei dichiara di sapere tutto di sé. Cara signora, no, lei sa solo quello che ho detto su questo argomento o su quell'altro, ma ciò che dirò non lo so nemmeno io, perché anch'io mi sorprendo dei miei pensieri e, più di una volta, questo è stato davvero un piacere. Lei non ha tutti i… Continua a leggere Sorpresa!
IL POSTO GIUSTO
All’inizio, l’idea di mettersi a pensare a se stessi con un’altra persona può fare paura. È una cosa nuova, spesso mai sperimentata prima. Eppure, se il tempo viene rispettato, se lo spazio è quello giusto, succede qualcosa. La paura comincia a sciogliersi. Si avverte una forma di calore – un’offerta gentile di accoglienza, ascolto, affetto.… Continua a leggere IL POSTO GIUSTO