L’inconscio

L’inconscio spesso è veramente un testo scritto in lingua straniera. Freud usava definirlo infatti, “l’interno paese straniero”, del quale occorre pazientemente disambiguare il linguaggio.
E’ grazie a questa operazione che il cuore perde il suo nome, il contesto lo suggerirebbe, ma il testo dice invece diversamente, dice muscolo cardiaco, e allora noi dobbiamo saper tradurre se è muscolo cardiaco o se è cuore. Questa traduzione non è senza conseguenze, perché finchè è muscolo cardiaco il nostro paziente che il cuore ce l’ha sano, continuerà una volta alla settimana a correre al pronto soccorso e a farsi fare l’ennesimo e inutile elettrocardiogramma. Quando pian piano, col nostro aiuto diventa cuore, cioè il luogo simbolico dei sentimenti e degli affetti, non è più necessario correre al pronto soccorso dell’ospedale, perché questo cuore lo si potrà “analizzare” usando le parole, raccontando, raccontando, raccontando,…esprimendo, esprimendo.. .
Perché tutto ciò avvenga, e questa fortuna a me è capitata, basta un buon “maestro” ogni tanto, ovvero qualcuno che sappia farti innamorare della sua materia, ma non tanto di quella materia, bensì di quell’argomento sott’inteso che è il gusto del conoscere, del ricercare, del pensare e del dire.

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